Seminaro: Città e generi urbani. L'esempio della canzone napoletana

Sabato, 6 Ottobre, 2018 - 12:00
Conservatorio "A. Scontrino", Trapani. Biblioteca - Libreria del Corso (Trapani)

Giovanni Vacca ha ben ricostruito i percorsi della canzone napoletana a partire dalla mutazione urbanistica e culturale che investì Napoli a fine Ottocento, reinventando l’immagine della città dopo il declassamento derivato dall’Unità d’Italia. In costante confronto con altri generi urbani, e adottando una griglia interpretativa interdisciplinare, Vacca ha dimostrato come la canzone napoletana abbia sostituito i linguaggi della tradizione popolare con una ‘grande narrazione’ della città e dei suoi spazi e attraverso un vero e proprio canone poetico e compositivo che ha poi profondamente influenzato tutta la canzone italiana successiva. Il suo racconto, sintetizzato in vari saggi e sviluppato nel libro Gli spazi della canzone. Luoghi e forme della canzone napoletana (LIM, 2013), arriva fino ai nostri giorni, con il prepotente avvento della canzone di malavita negli anni ’60 e ’70 e il ruolo che ha la canzone classica oggi insieme alle nuove musiche che a essa si richiamano.

Giovanni Vacca è lureato in lingua inglese, materia che insegna, e ha conseguito un dottorato in Etnomusicologia all'Università La Sapienza di Roma. Si è occupato di rapporti tra culture e musiche popolari e processi di modernizzazione in particolare di area napoletana e meridionale, ma anche britannica e francese. Ha scritto per molti anni sul quotidiano "Il Manifesto" e per altre testate. Attualmente collabora a "Blow Up". Tra le sue pubblicazioni Il Vesuvio nel motore. L'avventura del Gruppo Musicale Operaio 'E Zezi di Pomigliano D'Arco (manifestolibri, 1999), Nel corpo della tradizione. Tradizione e modernità nel Mezzogiorno d'Italia (squilibri, 2004), Gli spazi della canzone. Luoghi e forme della canzone napoletana (LIM, 2013) e in inglese, con Allan F. Moore, Legacies of Ewan MacColl (Ashgate- Routledge, 2014).

Referente: 
Giovanni Vacca
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